5 dicembre 2012

Sogno n. 265


.... ma, mentre rido felice, mia madre, irritata dalla mia gioia (come spesso accade anche nella realtà), mi impone il silenzio e mi rovina la festa! Io mi alzo di scatto sotto lo sguardo perplesso dei presenti che si sono fatti muti e provo una rabbia indescrivibile che mi spinge ad afferrare una sedia di legno che sollevo violentemente. Sto per lanciarla contro una parete, ma poi temo la reazione violenta di papà e penso anche che quella sedia è un oggetto che appartiene a loro quindi non ho il diritto di romperla, così la poso a terra e corro nella mia camera. Vorrei sbattere la porta fino a schiantarla, ma mi trattengo per gli stessi motivi, così la accosto piano. 

Là, chiuso nella mia stanza, lancio un urlo SILENZIOSO e subito dopo emetto un fortissimo "Shhhhhhhh… non si può urlare… shhhhhhhhh !!! ". 

Provo ODIO verso mia madre che mi ha sempre impedito di GRIDARE, GIOIRE, PARLARE, GODERE, RIDERE !!!

PS - Non so bene se nel sogno o da sveglio, ma in me è scoppiata la voglia di urlare a squarciagola.

Interpretazione

Premessa: anche in questo caso le maiuscole e i punti esclamativi sono del sognatore. Il sogno ha anche una parte iniziale che qui non riporto in quanto riguarda un altro tipo di problema meno interessante dal punto di vista generale..

Ecco una descrizione magistrale del conflitto violento che si instaura tra la PULSIONE che vorrebbe emergere e il DIVIETO che viene opposto dal Super-Io. Si tratta di una battaglia che di solito ci coinvolge fin nelle fibre più profonde. Il sognatore è dilaniato da questo conflitto in cui è sempre lui ad avere, alternativamente, i ruoli dei due contendenti. In una frazione di secondo passa, dalla RABBIA che vorrebbe esplodere fragorosamente, alla INIBIZIONE che dice: "Non si può, non si deve!". E subito dopo, di nuovo alla rabbia.

Il risultato finale è rappresentato da quell'ossimoro "URLO SILENZIOSO" in cui sono presenti, fuse insieme, le due componenti del dramma psichico che il sognatore sta soffrendo.

Tra gli psicologi, qualcuno crede che i pazienti debbano rivivere le emozioni emettendo urla, picchiando cuscini, rotolandosi per terra, piangendo e magari schiumando dalla bocca. Ho già avuto modo di dire che queste tecniche non mi piacciono. Oltre ad essere alquanto "rozze", a mio avviso permettono soltanto uno scarico "momentaneo" della pressione accumulata, senza spegnere il fuoco che ha prodotto l'aumento della pressione. C’è poi da considerare anche il rischio che il sollievo momentaneo prodotto dall’esplosione dell’aggressività e della rabbia venga associato dal paziente all’idea di una RICOMPERNSA che perciò andrebbe a rinforzare il desiderio di esplodere di nuovo per procurasi ancora quella ricompensa apportatrice di sollievo sia pure passeggero.

Questo sogno dimostra che le emozioni, anche quelle molto forti, possono essere rivissute in tutta la loro intensità anche in un modo diverso da quello descritto qui sopra. Diverso e soprattutto più "pulito", meno grossolano. Un modo che consente di ELABORARE le emozioni cioè di integrarle nell'area della coscienza, eliminando così il loro potenziale patogeno che diversamente tornerebbe a ripresentarsi prima o poi.

Come valvola di sfogo, inoltre, il sogno è infinitamente più efficiente del cosiddetto "acting-out" (scaricare le emozioni, specialmente quelle aggressive, compiendo azioni al di fuori della seduta o anche al suo interno) poiché nei sogni possiamo permetterci di compiere anche tutte quelle azioni aggressive che non compiremmo mai nella realtà vera e propria. In sogno, per esempio, possiamo spellare viva una persona, cavarle gli occhi, rosolarla a fuoco lento sulla graticola, ecc. E tutto questo senza che la persona da noi aggredita abbia a soffrirne alcunché, meglio ancora senza che ne sappia assolutamente nulla..

Questo sogno dimostra che è possibile liberarsi delle emozioni "cattive" facendole riaffiorare nella dimensione onirica, rivivendole in tutta la loro intensità, ma senza AGGREDIRE nessuno nella vita da svegli, cioè senza complicare ulteriormente i rapporti con le persone che ci vivono attorno.

Di solito  - una volta dissoltasi la componente "esplosiva" delle emozioni "cattive" rivolte contro le stesse persone alle quali vogliamo anche molto bene -  affiorano le emozioni "buone" che prima erano rimaste sopraffatte e nascoste.

Quindi: aggredendo (ma solo nei sogni) una persona, si finisce col volerle più bene di prima oppure, nella peggiore delle ipotesi, sviluppiamo nei suoi confronti una maggiore capacità di comprensione e di accettazione. 

In questo sogno ancora non c'è questa fase compensatrice, ma c'è la sua premessa necessaria cioè la presa di contatto con l'emozione "cattiva".

A volte la rimozione delle pulsioni "cattive" produce l'ipertrofia della polarità opposta, l'amore, e allora assistiamo a tutte quelle forme di amore "patologico" che finisce per rendere molto difficile la vita delle persone.... "amate".


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