8 febbraio 2019

Sogno n. 343


Tornavo verso casa venendo dal mare e attraversavo un porto. Avrei potuto risparmiare molta strada dirigendomi verso l'interno ed escludendo il porto, per una strada che avevo scoperto. Decidevo però di fare il giro più lungo passando per il lungomare. Lo facevo perché il percorso più breve richiedeva fatica, qualcosa di inconsueto, non so. C'era comunque un vago senso di fastidio e di pericolo.

INTERPRETAZIONE

Il paziente è stato al mare (nell’inconscio, grazie all'analisi) e sta tornando verso il suo modo di vivere abituale (casa-personalità). In precedenza aveva scoperto una strada più breve, ma preferisce seguirne un'altra più lunga perché vuole risparmiarsi la FATICA, il FASTIDIO, il PERICOLO, la sgradevole sensazione prodotta da ciò che è inconsueto. In altre parole, vuole frapporre una distanza maggiore tra la sua esistenza abituale e quello che ha potuto incontrare andando al mare cioè nell’analisi.

Ѐ interessante aggiungere che i pazienti che si comportano così, quasi sempre sono gli stessi che a livello cosciente continuano a ripetere che vogliono fare presto e che sono curiosi di scoprire prima possibile “quello che verrà fuori”. Risulta quindi dimostrato ancora una volta quanto possano essere diversi, addirittura opposti, il livello cosciente e quello inconscio. Chi è del mestiere sa benissimo che tra i due atteggiamenti alla fine prevarrà quello inconscio. Il sognatore sceglie infatti di fare “il giro più lungo”. CVD.


15 gennaio 2019

Sogno n. 342


Nella prima parte di questo sogno la paziente si scopriva capace di mettere in atto un comportamento che aveva sempre desiderato inutilmente. Ne salto la descrizione perché è molto lunga e serve solo a confermare la seconda parte del sogno cioè questa:

....... Mi ritrovo sulla strada che faccio per andare alle sedute. Sto su una mountain-bike. Vicino a me, sempre su una mountain-bike, c'è un ragazzo nero e percorriamo insieme la strada. Ma non è una passeggiata, a me sembra piuttosto un allenamento molto faticoso. Lui invece è molto allenato, sembra quasi che con la bicicletta ci parli addirittura. Io sono impacciata, cerco di imitarlo ma facendo una grossa fatica per sostenere lo sforzo fisico. Sento che è veramente dura resistere. I miei movimenti sono impacciati e i miei muscoli indolenziti. Metto tutto l'impegno possibile per resistere. Magari morta, ma arriverò al traguardo previsto.

Interpretazione

Grazie all'analisi (la strada del sogno è quella che fa per venire alle sedute) la sognatrice scopre che si sente impegnata in un confronto "forte" con la figura maschile così come lei la vive a livello inconscio (ragazzo NERO).

Ha scelto di confrontarsi sul piano della forza, della resistenza muscolare e su questo piano si sente meno capace, ma non si dà per vinta.

Da un lato, questa reazione è positiva perché dimostra il possesso di una notevole forza di carattere. Dall'altro però non lo è perché lei ha scelto male il piano del confronto cioè quello della forza muscolare. Si tratta di un piano sul quale potrà ottenere solo sconfitte per motivi palesemente oggettivi. Per il momento, comunque, ancora non se ne rende conto e continua a voler competere sul piano sbagliato.

L’utilità del sogno consiste nel fatto che un comportamento non adeguato può essere modificato solo se prima riusciamo a "vederlo" cioè a diventarne consapevoli. Il cambiamento potrà arrivare solo dopo, quando avremo avuto modo di capire se quel comportamento ci piace davvero oppure no. In questo caso specifico, poi, il cambiamento non c’è stato perché la paziente ha interrotto l’analisi.


12 dicembre 2018

Sogno n. 341


Ero con delle persone e dovevamo scappare da terribili mostri alieni che erano enormi, voraci e simili a dei polipi con più teste dentate. 

Ci rifugiavamo in una grande stanza che quasi sicuramente era l'ufficio di mio padre. Appena i mostri sfondavano la porta d'acciaio, io mi riparavo dietro una poltrona di pelle (nella realtà è stata per molti anni nella mia cameretta, da bambino).

Interpretazione

Ecco, di nuovo e sotto altra forma, le immancabili pulsioni "cattive" che popolano la nostra psiche. Ed ecco anche la figura del padre vissuto come colui che dovrebbe proteggere da queste presenze paurose, ma non lo fa (probabilmente perché è morto quando il paziente era molto piccolo).

La porta d’acciaio che viene sfondata dai mostri ci fa capire che le difese sono insufficienti pur essendo poderose.

Il periodo della vita al quale fa riferimento il sogno è quello solito di sempre cioè l’infanzia. Durante l’analisi è bene sottolineare al paziente che queste pulsioni hanno avuto origine nel suol passato anche se le avverte ancora come un vissuto del presente. In questo modo lo si aiuta a considerarle lontane nel tempo quindi più facili da superare.

Vedere anche l'interpretazione del sogno 183.