11 maggio 2020

Sogno n. 357


Spazzo via con la scopa tutto ciò che vedo per terra, anche le cose più piccole. Lo faccio lentamente, minuziosamente, con attenzione. Sono mesta. Sto spazzando sull'erba di un parco.

Poi, per un attimo, spazzo su una superficie di marmo sollevata da terra (sembra un piano d'appoggio in un bagno). Mi meraviglio perché non do­vrei spazzare lì con la scopa che uso per pulire per terra.

Interpretazione

La paziente è impegnata in una operazione di pulizia (analisi) che porta avanti con la massima scrupolosità e attenzione, ma lo fa all’ESTERNO (l’erba di un parco) cioè in una dimensione che non è quella sua personale, INTERIORE. Il risultato è che non ne ricava soddisfazione, è mesta.

Quando, per un tempo molto breve (un attimo), compie la stessa operazione al suo INTERNO (marmo che si trova nel bagno-analisi), si rende conto di farlo con uno strumento inappropriato per questo compito che, per sua natura, è molto delicato e intimo. 

Il sogno le sta dicendo: “Nella tua analisi stai usando un tipo di approccio che non è quello giusto. Cambialo. Smetti di preoccuparti di come appari agli altri. Rivolgi l'attenzione alla tua interiorità e, per farlo, usa strumenti più sofisticati e sottili”.

Il bagno compare spesso nei sogni di chi sta seguendo un’analisi perché esprime diversi significati facilmente riconducibili al lavoro che sta compiendo su se stesso/a:

  • È il luogo dell’intimità.
  • È il luogo in cui - liberandoci dallo “sporco” grazie al lavandino, alla doccia e al wc - torniamo a essere e a sentirci puliti.
  • È il luogo in cui, grazie allo specchio, possiamo migliorare il modo in cui appariamo agli altri ed anche a noi stessi.

22 marzo 2020

Sogno n. 356


C'era un salvagente in acqua (mare o piscina). Forse c'era appoggiato un bambino ma non ricordo bene. Io cercavo di aggrap­parmici ma non so se ci riuscivo.

Interpretazione

 È un sogno molto breve ma significativo in cui dominano il senso del pericolo e quello dell'incertezza. 

Il fatto che si svolga in acqua ci permette di capire che sono in ballo le emozioni, quelle che l'analisi sta riportando a livello di consapevolezza.

Potrebbero essere emozioni deboli che non espongono a pericoli seri (piscina, ambiente supercontrollato e sicuro) oppure emozioni più forti con pericoli ben più gravi (mare).

La presenza del bambino ci orienta cronologicamente, le emozioni di cui si tratta sono quelle provate nell'infanzia.

C'è un salvagente ma non offre una sicurezza certa perché non si sa se il sognatore riuscirà ad aggrapparcisi.

È la fase dell'analisi in cui le emozioni che riaffiorano vengono vissute ancora come pericolose (è quello che è stato fino a quel momento). In realtà, la loro integrazione nella coscienza rappresenta l'unico vero modo per superarle.


22 febbraio 2020

Sogno n. 355


Devo traslocare. Me ne andrò il sabato e dico ad alcuni operai che devono fare entro quel giorno quello che devono ultimare poi­ché io, poi, andrò via da quella casa. Non ho sensazioni particolari, né nostalgia né rimpianto. Sono con mio marito e c'è un grande movimento di gente indaffarata. Mi sembro abbastanza decisa e determinata.

Interpretazione

A prima vista, questo potrebbe sembrare un sogno positivo ma non lo è. Poiché la casa nei sogni rappresenta la personalità del sognatore/sognatrice, oramai lo sappiamo, la paziente delega a qualcun altro il lavoro che c'è da fare per ristrutturarla anziché farlo in prima persona.
 
A questo aspetto non secondario se ne aggiunge anche un altro ugualmente importante: è lei a decidere il termine ultimo entro il quale i lavori dovranno essere ultimati. Come se non bastasse, dice in modo esplicito di sentirsi decisa e determinata. Il marito è presente ma non ha nessun ruolo nel trasferimento. 

Da tutto ciò emerge la figura di una donna caratterialmente portata a comandare e a decidere perciò anche a gestire l'analisi. Infatti decise di interromperla in modo non concordato.

Ci si potrebbe chiedere perché lei fa ristrutturare la vecchia casa-personalità che ha già deciso di abbandonare. Sembra un nonsenso. Una spiegazione possibile potrebbe essere questa: tiene molto alle apparenze e alla cosiddetta "faccia" perciò non vuole lasciare dietro di sé tracce visibili di una personalità meno che perfetta.


6 febbraio 2020

Sogno n. 354


Spazzo via tutto quello che vedo per terra, anche le cose più piccole. Lo faccio lentamente, minuziosamente, con attenzione, ma lo faccio sull'erba di un parco. Poi però, solo per un  attimo, pulisco una superficie di marmo sollevata da terra che si trova in un bagno.

La cosa mi sorprende perché mi rendo conto che in quel luogo non dovrei usare la stessa scopa che ho usato per pulire l'erba del parco.

Interpretazione

Questo è il sogno di una paziente che abitualmente si applica con scrupolosità a fare una pulizia minuziosa  ma sulle cose del mondo esterno (l'erba del parco).

Quando però prova per pochissimo tempo ad usare l'identica scrupolosità per fare pulizia nel suo mondo interiore con l'analisi (bagno = analisi, simbolo molto frequente), prova la sensazione di compiere un'operazione sconveniente perché, per farlo, sta usando la stessa scopa che usava per fare pulizia fuori di sé, nell'erba del parco.  

L'inconscio che parla tramite il sogno le fa notare che in analisi il lavoro da compiere è di un altro tipo, più sottile e delicato, se vogliamo, perciò richiede strumenti più adatti.


11 gennaio 2020

Sogno n. 353


Sono in strada. Ho in braccio un bambino nudo, bellissimo e sorridente. Ci troviamo di fronte ad una curva dalla quale vediamo spuntare uno sportello che si è staccato da un furgone (che non vedo) e si dirige verso di noi.

Non posso prevedere dove andrà perché è senza "comandi". Allora mi dirigo verso la strada che è alla mia destra e, per proteggere il bimbo, lo accosto al muro tenendolo sempre in braccio. Lo sportello ci sfiora, ma mi accorgo che è leggero, come di cartone, e non ci fa del male.

Interpretazione 

L'analisi sta recuperando del materiale che riguarda l'infanzia della paziente. Infanzia che nella sua memoria cosciente è bella, anzi bellissima. Sembra anche che non nasconda nulla, infatti il bambino è nudo.

Poi all'improvviso compare qualcosa che all'inizio sembra rappresentare un pericolo incontrollabile (lo sportello senza comandi del furgone), ma che in realtà è del tutto inoffensiva. Come dire che l'allarme era ingiustificato. 

I sogni come questo agevolano il procedere dell'analisi perché tranquillizzano i pazienti e mettono in evidenza il sempre presente bisogno di "controllo".


30 novembre 2019

Sogno n. 352


Vedo un cagnolino bianco ma non è pulitissimo, è in disordine e un po' arruffato (tipo barboncino). Guardandolo mentre ha la coda al­zata mi dico che, quando farà i suoi bisognini, rimarrà poco pulito. Poi penso che, se gli farò un bagno, tornerà bel­lo e potrà piacermi. In realtà a me non piacciono molto i cani piccoli e di questo tipo. Poi però, quando mi mette le zampette anteriori sulle ginocchia (io sono accovacciata), mi intenerisco tanto e quasi penso di prenderlo. Non so se è un randagio, ma di certo so che non dovrei acquistarlo.

Interpretazione

Nel cane siamo abituati a vedere il fedele amico dell’uomo, ma nei sogni questo non è il suo unico significato. In questo caso il cane è “piccolo” perciò sembra rappresentare la parte istintiva “infantile” della sognatrice. Lei sta iniziando l’analisi quindi sta prendendo di nuovo contatto con quella parte che molto spesso noi “rimuoviamo” almeno in parte perché  in essa abbiamo provato emozioni molto forti che la psiche ancora fragile di un bambino/a non saprebbe ancora sopportare.

Adesso che è cresciuta, d’altra parte, non è che sia proprio così convinta di recuperare quella fase della sua vita. È infatti molto perplessa, pensa allo “sporco” che uscirà fuori (i “bisognini”) però pensa anche che potrà “pulirlo” facendogli il bagno. Si intenerisce quando le mette le zampette sulle ginocchia e “quasi” si convince a prenderlo, ma in lei permangono i dubbi, forse è un cane randagio e una vocina nel fondo di se stessa le dice che  “non dovrebbe acquistarlo”. E questo lei lo sa con certezza. 

Lo sapeva con una certezza tale che infatti interruppe l’analisi. In questo caso l’alibi era facile e già pronto, a portata di mano: poiché per venire alle sedute doveva venire da fuori Roma, disse che era troppo scomodo e non ce la faceva più a continuare. In effetti era scomodo, nessuno poteva negarlo, ma questo sogno ci permette di capire che nella decisione di interrompere poteva esserci anche un’altra ragione più profonda.