4 febbraio 2016

Sogno n. 305 (bis)



Dentro una grotta c’era un grosso scavo. Erano in corso degli scavi archeologici. C’era uno strato profondo circa un metro, formato da una sottile ghiaia nera, al di sotto del quale si trovavano i reperti archeologici che bisognava recuperare. Mi sembrava strano poiché quello strato di ghiaia, in apparenza, non nascondeva niente di importante, invece era proprio così.

Mentre ero vicino agli scavi mi facevano vedere un libro scritto in cinese che avevano trovato. Mi pare che dicessero che era stato tradotto in italiano. Forse mi dicevano che io ero capace di capirlo.

Interpretazione

L’analogia tra il lavoro compiuto dagli archeologi e quello che si compie durante un’analisi è ben nota. Sia Freud che Jung si sono serviti spesso di questa metafora. Nello studio di Freud c’erano molti reperti archeologici come soprammobili e Jung riferisce di un suo sogno in cui, prima scende in cantina per esplorare la propria casa (che però gli era sconosciuta), poi ancora più giù fino a trovare i resti di una civiltà primitiva (“Ricordi, sogni, riflessioni”, BUR, 1979, pagg. 200-201).

Nel sogno di questo paziente lo scavo è grande perciò il lavoro che ha già compiuto è di notevole entità. Adesso resta da scavare uno strato nero (inconscio), spesso soltanto un metro (perciò è vicino al traguardo) per trovare quello che sta cercando, ma si sorprende perché ai suoi occhi quello strato nero non sembrava nascondere niente di importante. Anche in questo caso, perciò, l'inconscio che si manifesta nei sogni mostra di possedere una capacità di comprensione superiore a quella che caratterizza la nostra parte conscia, quella che invece solitamente sopravvalutiamo.

Il libro scritto in cinese rappresenta molto bene l’idea di un contenuto “estraneo e insolito” per la coscienza, un contenuto espresso in forma simbolica che va perciò tradotto e interpretato. Il sognatore nutre però qualche dubbio circa la propria capacità di capirlo, infatti dice: “mi pare…”, “forse…”.


10 gennaio 2016

Sogno n. 305



Ero su una nave da guerra. Più che avere paura del nemico, sembravamo avere paura che la nave ci si rompesse sotto.

C'era un marinaio che dormiva sempre e lo si incontrava da tutte le parti. Quando io lo chiamavo alzava la testa e rispondeva: "Sì, comandante" poi riprendeva a dormire.

Interpretazione

La nave da guerra è associabile alle idee di forza, di aggressività, di grinta, di sessualità maschile potente. Il sognatore avverte quindi nel profondo che questi quattro aspetti della sua personalità non sono come lui li vorrebbe ed anche come potrebbero apparire ad uno sguardo superficiale: la potenza diretta verso l'esterno (la nave da guerra) è solo apparente, è una messa in scena creata per nascondere la paura e l'insicurezza.

Questa paura e questa insicurezza sono tanto più gravi in quanto si riferiscono al SOTTO cioè alla BASE d'APPOGGIO perciò la rottura che il sognatore avverte come un pericolo incombente non si riferisce a qualcosa di marginale e secondario.

Nella vita reale, a livello cosciente, questo paziente si compiace della propria efficienza nel risolvere i problemi, sia suoi che delle persone che gli vivono accanto, ma il sogno rivela la presenza di una realtà molto diversa, quella del marinaio che dorme sempre e che nemmeno il richiamo del comandante (personalità cosciente) riesce a svegliare in modo permanente. Come dire che la grinta e l'efficienza sono solo una maschera dietro la quale si nascondono l'insicurezza e l'indolenza. L'inconscio lo sa e con il sogno lo manda a dire alla parte cosciente che così può cominciare a modificare la situazione in senso costruttivo. 

Un palazzo può essere ristrutturato e consolidato solo partendo dalle fondamenta. Per raggiungere questo scopo la prima operazione da compiere consiste nell'individuare le CREPE esistenti. Il sogno di cui sto parlando assolve proprio a questa funzione. D'altra parte è evidente che il presupposto per una CURA è rappresentato da una DIAGNOSI. Il disappunto prodotto da una diagnosi sgradevole può essere superato solo pensando che, senza diagnosi, la situazione peggiorerebbe inevitabilmente. Questo per dire che anche ciò che nei sogni appare sgradevole, in realtà risulta positivo e utile.

 

16 dicembre 2015

Sogno n. 304 (tris)



Mi trovo sul tetto di un ascensore e mi sorreggo stringendo le mani attorno alla sua fune d’acciaio. L’ascensore è fermo, ma ho paura che cominci a salire e di non riuscire a tenermi con le mani. Chiedo aiuto ad una donna, ma lei non fa nulla per bloccare l’ascensore. Allora mi do da fare e riesco ad aprire la porta riuscendo così a bloccarlo. Mi pare che il palazzo sia nuovo.

Interpretazione

Qui viene messa in scena la paura delle emozioni che stanno salendo dall’inconscio e della conseguente sensazione di pericolo. 

Un particolare notevole, che perciò vale la pena di sottolineare, è che questo pericolo esiste soltanto perché il sognatore sta in un posto inadatto alla situazione. Se lui stesse dentro l’ascensore, infatti, la sua salita non rappresenterebbe nessun problema per lui dal momento che la funzione di un ascensore è proprio questa, salire e scendere, collegare il sotto al sopra e viceversa.

Il palazzo è nuovo perciò il sogno sta parlando di una situazione che nell’analisi si è creata da poco. La figura femminile, non meglio specificata, non gli offre l’aiuto sperato perciò il sognatore è costretto a fare da solo. Questo fatto rappresenta il lato positivo del sogno in quanto dimostra che lui riesce ad utilizzare le proprie risorse. Il lato negativo invece è proprio quello che nel sogno sembra rappresentare la soluzione: il blocco dell'ascensore cioè del movimento di risalita del materiale inconscio.