2 ottobre 2014

Sogno n. 299



Ero dal mio analista e sedevo di fronte a lui, C'era una scrivania bellissima di legno pregiato. Ero colpito dalla preziosità del legno. Su di essa c'era un coccodrillo mostruoso che inizialmente mi metteva paura, ma poi l'analista mi faceva vedere che si trattava di una preziosa candela e io non avevo più paura.

In seguito l'analista mi dava da fare un compito scritto, io ero teso, credevo di non essere capace di farlo, ma poi mi rilassavo e tutto procedeva bene.

Interpretazione

Anche qui, come in altri sogni, possiamo vedere il paziente che passa dalla PAURA del mostro alla PREZIOSITÀ della candela che diffonde luce quindi conoscenza. Questo risultato è ottenuto grazie all'intervento dello psicoterapeuta che permette di capire la vera natura delle cose.

Non sto a ripetere cosa rappresenti il coccodrillo-mostro perché  ormai l'ho detto un'infinità di volte.

Il tutto si conclude con l'acquisizione di capacità insospettate: è il punto di arrivo dell'analisi.

In questo caso l’interpretazione freudiana classica della candela come simbolo sessuale sembra essere non appropriata.


29 agosto 2014

Sogno n. 298


Ciao, innanzitutto, e complimenti per il sito!  

Ho 21 anni e mi interessa molto l'argomento riguardante i sogni e le loro possibili interpretazioni. Vorrei chiederti se puoi interpretare questo mio sogno che mi ha colpito molto. Di solito non ricordo i sogni che faccio e, se li ricordo, non mi impressionano più di tanto.

Premetto che da poco posseggo un cavallo e che questo è sempre stato un mio "sogno" nel vero senso della parola  :-)  e che ho alcune difficoltà a montarlo perché è un tipino tutto pepe anche se, a poco a poco e con l'aiuto dell'istruttore, sto imparando e mi sto abituando al suo caratteraccio e alla sua imprevedibilità. 

Ecco il sogno. È un po' un groviglio.... ma spero tu riesca a capirci qualcosa! Ciao, V...

Mi trovo in val d'Aosta dove ho passato tutte le estati fin da quando ero piccolissima. Sto facendo la solita passeggiata, a sinistra il torrente, a destra i pascoli (spesso, quando ci vado nella vita reale, percorro quel tratto di strada con un cavallo che conosco benissimo). Sto montando il mio cavallo che nel sogno è ancora più grosso che nella realtà. È sellato di tutto punto, come solitamente in maneggio (il mio cavallo è un concorsista perciò non credo abbia mai fatto una passeggiata in vita sua). Proseguo al passo.

Cambia scena. C'è della gente, il cavallo ha un po' di difficoltà, ma poi lo tranquillizzo, si calma, si fa coccolare. Proseguo al passo.

Cambia scena. Dapprima sono in un mercato, poi in un supermercato. Alla gente non sembra importare il fatto che ci sia un animale tanto grosso in un ambiente chiuso, in mezzo a shampoo e verdure. Esco, cerco la mia famiglia e la trovo. Ci sono tutti, anche mia madre (morta tre anni fa). A questo punto me ne vado e loro restano lì. Provo una sensazione di angoscia all'idea di lasciarli lì, ma la sensazione se ne va subito.

Sono sempre a cavallo, di tanto in tanto al supermercato. Scendo anche e noto con stupore che riesco a rimontare senza difficoltà. Sto tornando indietro e sto galoppando. È una sensazione bellissima. Mi fermo per far riposare il cavallo, ma si mette a piovere, allora lo copro, una persona mi presta una bella coperta viola.
Sto ancora galoppando e penso che il cavallo suderà e ciò gli farà male, così lo scopro, nel frattempo ha smesso di piovere. Sto ancora galoppando e mi accorgo che il cavallo non è più sellato, sto montando a pelo ed è bellissimo. Continuo a galoppare, stavolta mi accorgo che il cavallo non ha neppure la testiera, ha solo una capezza con due cordini (tipo quelli che tengono unite le balle di fieno) che fungono da redini.

Mi rendo conto che così mi è quasi impossibile controllare il mio cavallo, ma lui ormai si fida talmente tanto di me, e io di lui, che la cosa non rappresenta più un problema. Durante la galoppata ci sono alcuni ostacoli, cose che nella realtà io so che fanno paura al mio cavallo, ad esempio una specie di specchio posato a terra, trasversalmente alla strada. All'inizio mi preoccupo, ma poi mi accorgo che li salta senza opporre nessuna resistenza... la galoppata continua e mi sento pienamente soddisfatta.

Mentre sto sognando mi rendo conto che è un sogno e vorrei che non finisse ma, nel momento in cui lo penso, mi sveglio!

Interpretazione

Il cavallo è il simbolo dell'energia vitale in tutte le sue componenti, motoria, sentimentale, emotiva, sessuale, ecc. Il cavaliere è il simbolo della nostra parte razionale alla quale è assegnato il compito di guidare l'energia vitale.

Stai vivendo la fase di transizione dall'infanzia-adolescenza (la val d'Aosta) alla vita adulta (il supermercato). Questo comporta un distacco dalla famiglia e l'assunzione in proprio delle responsabilità, per esempio la gestione di un cavallo nuovo, tutto pepe e "concorsista" cioè addestrato per le competizioni (la vita) e non per le semplici passeggiate (l'infanzia-adolescenza).

All'inizio la prospettiva del distacco dalla famiglia produce in te angoscia, ma non ti lasci bloccare da questa sensazione e continui a percorrere la strada che ti porterà verso la vita adulta.

Ti sorprendi nel constatare che possiedi una capacità che non credevi di avere, la capacità di scendere e rimontare a cavallo. Se a questo aggiungiamo il fatto che il cavallo è sellato di tutto punto, se ne deduce che hai la sensazione di essere capace di guidare le tue energie vitali e anche di prendertene cura (la coperta che metti sopra il cavallo per proteggerlo dalla pioggia). 

Alla sensazione di padronanza, poi, si aggiunge  anche la fiducia che oramai si è instaurata tra te e il cavallo. La padronanza e la fiducia aumentano fino ad un punto tale che puoi permetterti il piacere bellissimo di una galoppata "a pelo" cioè realizzando un contatto diretto con la tua energia vitale, senza l'interposizione di nessun diaframma. Quasi non ti sembra vero, ma in questa condizione di grazia riesci a superare anche gli ostacoli che pensavi di non essere capace di superare. L'esperienza è così bella che vorresti non finisse mai, però ti svegli.

Domanda: il sogno esprime solo l'esaudimento di un desiderio oppure il possesso effettivo di quelle capacità? Non sapendo niente di te, non posso rispondere a questa domanda, ma posso però dire che dentro di te c'è almeno la nozione precisa di quello che ti serve per diventare adulta e in sintonia con le parti positive e profonde della tua psiche.
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Dopo avere pubblicato l'interpretazione riportata qui sopra la sognatrice mi ha scritto:

Ciao Romano, innanzitutto voglio ringraziarti per aver interpretato il mio sogno. Vorrei che sapessi che mi dà molta fiducia. Secondo me, i sogni possono veramente aiutare le persone anche senza conoscere la loro interpretazione. Infatti io, dopo aver fatto quel sogno e prima di leggere la tua interpretazione, sono andata in maneggio e sono riuscita a saltare con il mio cavallo. Si trattava di un piccolo ostacolo di soli 60 cm, ma per un cavaliere è un gradino molto importante.

Non lasciamo che la tua opinione si diffonda troppo... altrimenti io finirò per restare disoccupato  :-)

A parte le battute scherzose, è possibile che un minimo di effetto positivo i sogni lo abbiano comunque, anche quando non sono interpretati, ma si tratta di un effetto "minimo", appunto. È come se di una tavola imbandita con piatti succulenti ci accontentassimo di gustare solo l'odore.


14 luglio 2014

Sogno n. 297



Ero in un bosco che aveva alberi alti ma radi perciò ci si camminava in mezzo con facilità. Notavo che per indicare la strada c'era una serie di lumi attaccati agli alberi. Non erano luminosissimi ma erano sufficienti per indicare la strada. Notavo anche che erano stati messi più o meno ad altezza d'uomo.

In mezzo agli alberi c'era qualcosa che sembrava un grande fuoco che perciò dava l'idea di essere pericoloso. Qualcuno mi diceva di spegnerlo. Io andavo ma avvicinandomi scoprivo che non era un fuoco ma un termosifone, perciò non avvertivo il calore pericoloso della fiamma viva ma il tepore piacevole e sicuro del termosifone.

C'era anche una caldaia provvista di interruttore perciò mi rendevo conto che, volendo, si poteva pure spegnere.

Interpretazione

Ho avuto occasione di ripetere molte volte che la ragione principale per la quale l'analisi dura a lungo risiede nel fatto che abbiamo la sensazione inconscia di avere dentro qualcosa di "pericoloso" e "sporco" nello stesso tempo. A volte passiamo una vita intera a cercare di proteggerci da questi contenuti perché ci appaiono inquietanti e riprovevoli, quindi da candannare.

Stando così le cose, la conseguenza inevitabile è che nessuno si avvicina volentieri ad un oggetto che ha tutta l’apparenza di essere sporco, pericoloso, esplosivo. In altre occasioni ho detto che l'altra minaccia che sentiamo provenire da "laggiù" è che emerga un'emozione che ci faccia perdere il controllo di noi stessi.

Il qualcuno che esorta il sognatore a spegnere l'incendio rappresenta l'opinione comune che considera i contenuti dell'inconscio come materiali pericolosi da affrontare con un solo strumento: lo spegnimento, la soppressione, l'eliminazione.

Il bosco è un altro dei tanti simboli che rappresentano l'inconscio. È lo stesso bosco che suscita paura in tante fiabe. In questo caso però il bosco non si presenta più come totalmente selvaggio cioè come una massa di vegetazione intricata e impenetrabile che nasconde pericoli. A questo punto, gran parte del lavoro dell'analisi è già stato effettuato e il risultato è che adesso gli alberi sono radi perciò si cammina con facilità; ci sono addirittura dei lumi che indicano la strada e sono anche ad altezza d'uomo cioè facilmente visibili.

C'è un grande fuoco che sulle prime sembra pericoloso, poi però si rivela essere un termosifone il quale, a differenza di un incendio, emana un tepore gradevole ed utile anziché un calore pericoloso.

Ma tutti questi fattori rassicuranti non bastano ancora. Non basta che il fuoco temibile abbia lasciato il posto ad una caldaia (oggetto che implica un fuoco acceso di proposito e anche circoscritto), c'è addirittura un interruttore vale a dire un congegno che rende il tutto ancora più controllabile. Il termosifone, inoltre, è dotato di una manopola che consente di regolare a piacere la quantità di calore emesso.

Ma quand'è che questa scoperta piacevole e rassicurante si rende possibile? Solo nel momento in cui lui AFFRONTA quello che CREDEVA essere un incendio! Solo allora, quello che sembrava un pericolo si rivela essere una RISORSA utilissima.

Domanda legittima: il paziente dove prende quel coraggio di AFFRONTARE il pericolo che non ha mai avuto fino a quel momento? Quel coraggio è uno dei frutti prodotti dall'analisi, scaturisce spontaneamente dall'aumentata fiducia in se stessi che abbiamo visto nel sogno precedente. 

E c'è anche, nel paziente, la sensazione di sicurezza derivante dalla presenza dell'analista, una figura "forte" che gli consente di compiere anche quelle operazioni che da solo non sarebbe capace di compiere. La presenza dell'analista, comunque, non sarà necessaria in perpetuo: una volta fatta la scoperta che il fuoco è una "caldaia che produce tepore" (e non un incendio), la paura scompare e si diventa capaci di proseguire nel bosco anche da soli.